Le etnie in Occitania

PopolazioneL’etnia occitana non ha mai costituito un proprio Stato nazionale unitario e, per crearsi un riferimento storico istituzionale, ci si rifà al 1213 quando si formò per la prima volta, anche se per pochi mesi, una confederazione panoccitanica intorno al conte di Barcellona.

Il territorio

Gli stati europei, delimitati per ragioni storiche e geografiche, comprendono non solo il popolo che ne ha caratterizzato la lingua e la cultura ma anche altri popoli che, pur essendo stati importanti per la loro storia, non sono mai riusciti ad affermare la propria indipendenza. Quindi etnia definita non come ente territoriale con una propria organizzazione politica, amministrativa e giuridica, bensì come gruppo umano che abita un determinato territorio e che si connota per un insieme di caratteristiche linguistiche, culturali, storiche, sociali ed economiche.

Il riconoscimento

Nel 1999, con la legge 482, lo Stato Italiano ha riconosciuto ufficialmente l’esistenza dell’etnia occitana al suo interno. Secondo una recente stima del Ministero dell’Interno la popolazione di lingua occitana composta da 178.000 individui è prevalentemente stanziata nelle Valli Chisone, Germanasca, Pellice, Po, Varaita, Maira, Grana, Stura Gesso e Vermenegnana situate nelle province piemontesi di Torino e Cuneo. E’ da menzionare anche Guardia Piemontese in provincia di Cosenza, paese degli occitani costruito intorno al 1375 dai valdesi esuli dalle valli piemontesi che avevano ottenuto da un ricco proprietario calabrese la concessione di terre fertili da coltivare, a condizioni ragionevoli. Non per caso, tracce degli abiti tipici dell’etnia occitana si trovano proprio a Guardia Piemontese, nel Museo della civiltà contadina/occitana sorto nel 1989 per consentire il recupero della memoria storica e delle antiche tradizioni (contadine e occitane) della cittadina.
Il museo è stato costituito da reperti raccolti nelle case o donati dalle famiglie afferenti al territorio di Guardia Piemontese ed è esposto in una dimora antica di particolare suggestione. La scelta mira principalmente a riprodurre gli ambienti della società contadina: la camera da letto (chambre de leit) con il tipico letto a baldacchino imbottite con foglie di granturco; la cucina (coucchine); la soffitta (dammoun) dove si trova l’antico forno della dimora e, infine, la stalla e la cantina (schtalle e cantine). Questo è l’esempio tangibile di una etnia che resta forte e ben radicata.

 

Illusrazione: Heiner Witthake

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