La lingua d’Oc

Bandiere dei diversi paesiLa lingua parlata in Occitania è l’occitano o lingua d’oc, ed è una lingua provenzale. E’ proprio la lingua a caratterizzare l’Occitania che non è nè uno stato nè una regione, bensì un’area.

Le lingue romanze

Quest’area comprende  geograficamente gran parte del sud della Francia, la catalana Val d’Aran in Spagna, le valli Occitane in Italia ed il Principato di Monaco. Esiste anche un’isola linguistica in Calabria, a Guardia Piemontese, nel Cosentino.
Nel XV secolo Dante Alighieri tentò una classificazione tra le lingue romanze individuando tre idiomi:
-la lingua del sì, l’italiano
-la lingua dell’oil, oiltano o francese
-lingua d’oc, l’occitano.
Il termine Occitania, dunque, indicava l’insieme delle regioni in cui si parlava la lingua d’òc. L’Occitano ha delle varianti locali e tra queste il Vivarese o Occitano alpino, di cui fanno parte le parlate delle valli occitane d’Italia.

Caratteristiche della lingua occitana

Le sue tre forme principali sono:  settentrionale (Limosino, Alverniese, Vivaro-alpino-delfinese), meridionale (Linguadòcico e Provenzale) e Guascóne, parlato nelle vallate italiane. Tralasciando accenni sulle altre lingue provenzali, concentriamo l’ attenzione sui  piccoli sviluppi che hanno caratterizzato maggiormente la lingua d’oc:
- è stata la prima a divenire lingua scritta nelle relazioni sociali e lingua di cultura usata per scrivere testi di vario genere;
- è stata la prima lingua attraverso la quale si espresse la nuova cultura poetica moderna nel periodo della diffusione e affermazione in Europa della poesia trobadorica;
- è stata una lingua forte e  ben radicata nelle sue terre anche a distanza di secoli.
Ne è un esempio emblematico il premio Nobel attribuito a Federico Mistral nel 1905 per il poema presentato in Occitano/Provenzale, “Mireio”, che ha attribuito alla produzione letteraria delle terre d’oc quel benemerito finale anche quando l’occitano non era più lingua nazionale riconosciuta.
Infatti, gli sviluppi storico – politici susseguitisi tra il XIII e il XV secolo avevano registrato un abbandono graduale della lingua occitana, prima nell’uso scritto e poi nell’uso orale, relegandolo ufficialmente a dialetto locale con l’editto di Villar-Cotteret nel 1539.
Con questo non si confonda, come da opinione comune, la parola “occitano” con la parola “provenzale”; il primo indica la lingua d’oc in generale, il secondo il dialetto della sola Provenza. Attualmente a parlare l’occitano sonoo circa due milioni di persone.

Foto: Doc RaBeSimilar Posts: